SUONO MADRE

2024

SUONO MADRE

Il progetto “Suono-madre” nasce all’interno del corso di Videoarte dell’Accademia di Belle Arti di Catania da un’idea di Alessandro Aiello/Scuola FuoriNorma.
Il senso della materia è quello di invitare ragazze e ragazzi a esplorare la terra di mezzo (intesa come territorio che contiene musiche, rumori e anche immagini)e anche di riflettere sul concetto di limite e libertà.
Allieve e allievi hanno realizzato composizioni sonore individuali della durata di 60 secondi utilizzando unicamente musiche e field recordings contenuti in una libreria di 34 elementi.

 

La premessa di questo progetto:
una apparente limitazione può costituire in realtà un potente fertilizzante per l’immaginazione.
il montaggio è uno strumento capace di rivelare la musicalità intrinseca di suoni e rumori.
tutto ciò che è catturato dai microfoni o prodotto da strumenti musicali acustici o elettronici è parte di un unico universo di possibilità sonore.
Suono-madre è il progetto gemello di “Re-soundscape” dove musiciste/i e sound artists italiani e non hanno adottato e ambientato soundscape compositions di studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania (sempre della durata di 60 secondi) in nuove composizioni, con l’unico vincolo di non alterarle in alcun modo.
Sia “Re-soundscape” che “Suono-madre” sono stati sviluppati in collaborazione con FKL, Radio Ciroma e RAM radioartemobile e ospitati all’interno dell’archivio sonoro di RAM:www.mpdsaudioarchive.org.

Le composizioni di “Suono madre” sono state selezionate dalla sound artist Elisa Abela.

Le parole di Elisa Abela dedicate agli studenti che hanno partecipato al progetto:
Care e cari ho ascoltato con cura e grande piacere le vostre composizioni, vi mando due righe per condividere con voi le mie sensazioni. Fra i lavori presentati, affidandomi al mio gusto che è ovviamente personale e quindi opinabile, ho prediletto le composizioni in cui la scelta e l’uso dei suoni ha evocato un immaginario visivo attraverso l’udito. Questo significa che in alcuni casi ho potuto vedere e assaporare orizzonti ambigui, paesaggi più complessi proprio perché meno carichi di oggetti sonori,in altri l’uso della parola nel suo modo più usuale o di molti campioni un po’ affollati mi ha concesso meno spazio per vagare ascoltando. Quindi ho percepito che in alcuni casi è stata forte e chiara l’ idea che avete scelto di esprimere, in altri forse avete avuto meno modo di centrare il bersaglio anche se di certo lo avete colpito!
Aggiungo che comunque il livello è molto alto secondo me, e che avere dei limiti quantitativi per quanto riguarda i materiali con cui lavorare spesso è un ottimo sprone a tirare fuori il selvaggio creativo che abita in noi!
Un grande abbraccio a tutte e tutti.
Elisa.

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